Un uomo che teme di soffrire, soffre già di quello che teme.
Michel Eyquem de Montaigne
Disturbo di Attacchi di panico
Timore di perdere il controllo, sensazione di soffocamento, sensazione di svenimento, giramenti di capo, tachicardia, tremori, sudorazione, depersonalizzazione, torpore o formicolio, improvvise vampate di calore o senso di freddo, fastidio al torace, paura di morire, paura di impazzire o di fare qualcosa d'incontrollato.
Tali sintomi portano al timore di allontanarsi dall'abitazione o di guidare, di restare soli, di affrontare viaggi, ecc con gravi limitazioni della vita personale e sociale. Pur durando pochi minuti lascia un profondo senso di malessere e disagio, ma soprattutto la paura che esso possa ripetersi. Dopo un periodo di relativo benessere l'attacco di panico si ripete con frequenza creando di solito la paura di allontanarsi dal luogo o dalla situazione in cui ci si sente sicuri, si cerca la compagnia di una persona di fiducia e si tende a stare a casa e se si decide di uscire lo si fa con paura e si seguono percorsi prefissati limitandosi ai luoghi conosciuti. Questa condizione è nota come agorafobia e spesso segue l'attacco di panico. La persona colpita spesso tende a non parlare del proprio disturbo e a non rivolgersi ad uno specialista.
L'attacco di panico è di solito associato all'ansia, ma le persone che soffrono di depressione possono facilmente trovarsi di fronte ad un attacco di panico. Probabilmente in questi casi, è la stessa disposizione rispetto alla propria vita che genera l'una e l'altra condizione. Questo nesso è particolarmente importante, poiché nella vita della persona depressa, quando cioè la depressione è uno stato costante, l'attacco di panico può presentarsi, paradossalmente, come l'unica vera forma di emotività intensa, entro un quadro di vita caratterizzato dall'ipercontrollo sulle proprie emozioni.