Elogio delle madri

Avete presente quando riflettete su voi stessi e iniziate a formarvi nella mente una descrizione  di come siete? O meglio ancora, quando qualcuno vi fa una domanda in tal senso e cominciate ad elencare aggettivi che meglio vi descrivono in relazione alle cose, alle persone al mondo?

Quella descrizione siamo noi per come ci percepiamo. Quello che raccontiamo di noi è il risultato di un processo di crescita iniziato alla nostra nascita, o forse anche prima, e che continua ogni giorno della nostra vita. Ogni esperienza che abbiamo fatto, ogni relazione che abbiamo avuto, ogni successo, ogni fallimento, ogni cosa ha contribuito a formare quello che siamo oggi.

Questo post parla dell’inizio e parla delle madri

Così come ha scritto Winnicott, quando il bambino è maturo alla nascita le madri, se sono state adeguatamente sostenute, sono pronte per un’esperienza in cui sanno perfettamente come rispondere ai bisogni del bambino. Quando si parla di rispondere ai bisogni del bambino è riduttivo riferirsi solo agli aspetti oggettivi delle richieste, come ad esempio acquietare la fame. Mi riferisco a quella condizione psichica e fisiologica che permette alla madre di essere in totale contatto con il proprio bambino.

Questa relazione è la base che permetterà tutto quello che il bambino sarà da adulto.

Capite quanto sia importante che questo inizio sia il migliore possibile affinché si possa avere la situazione ottimale di sviluppo psichico dell’individuo? Quanto sia importante sostenere la donna al fine di predisporla al meglio al suo divenire madre.

In questo post si elogia il ruolo delle madri con le parole di Winnicott:

Credo che sia un periodo critico ma non oso dirlo perché sarebbe un peccato rendere una donna cosciente di sé proprio quando essa è e agisce spontaneamente in modo naturale. È qui che non può imparare dai libri. Non può neppure ricorrere al dottor Spock quando capisce che il bambino deve essere preso in braccio o messo giù, lasciato stare o girato o quando sa che l’esperienza essenziale è la più semplice di tutte, quella basata sul contatto senza azione, in cui ci si può sentire una cosa sola tra due persone che sono effettivamente due e non una. Queste cose danno al bambino la possibilità di essere, e da qui hanno origine le cose successive che hanno a che fare con l’azione, il fare e l’essere fatto per. Questa è la base per ciò che diventa gradualmente per il bambino l’esperienza di sé.

About the Author

Walter Iacobelli

Mi chiamo Walter Iacobelli e sono nato a Roma nel 1973. Sono ormai più di venti anni che mi occupo di psicologia e da circa quindici mi prendo cura con passione di quanti, giovani o adulti, abbiano bisogno di essere aiutati nei momenti di difficoltà della propria vita. Come psicologo e psicoterapeuta ho affrontato insieme a loro problemi riguardanti le relazioni famigliari o di coppia. Gli invalidanti disagi derivanti da malattie psicosomatiche. Ci siamo opposti ai “mostri” degli attacchi di panico e della depressione e affrontato la sciagura della malattia oncologica. Abbiamo cercato di mettere fine ad una dipendenza e provato ad andare avanti dopo una morte dilaniante. Con delicatezza, abbiamo trattato l’impotenza sessuale o le difficoltà dell’eiaculazione precoce. Abbiamo sostenuto la scarsa stima di sé e molti altri disturbi ai quali alle volte non è possibile, ne tanto meno auspicabile, dare delle etichette.