La psicoterapia per affrontare le dipendenze tecnologiche

Nel 2001 mi sono laureato discutendo una tesi su internet e l’influenza sul comportamento degli adolescenti. Trassi la conclusione che internet non era poi così influente nella vita dei ragazzi, non creava dipendenze.
In 17 anni è cambiato tutto.

La rete Internet, attraverso imprese della new economy finanziate da grandi organizzazioni d’affari,  è diventata un mercato di business popolata da milioni persone connesse. Mi riferisco a Google, Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn e molte altre.

Nel 2007 Apple ha introdotto nel mercato l’iPhone ponendo di fatto in una condizione di perenne connessione quasi tutta la popolazione mondiale. Anche le consolle per i videogiochi ora sono connesse alla rete. Sono state rese molto più potenti e le loro interfacce uomo/macchina sono state raffinate cercando di andare il più possibile verso l’uomo. In modo da facilitarne l’uso.

Tutto questo oggi costituisce un mondo alternativo e parallelo a quello reale di cui alcune persone non riescono più a farne a meno.

Hikikomori o ritiro sociale, dipendenza da videogame, dipendenza da relazioni virtuali, porno dipendenza, cybersesso, sovraccarico cognitivo, shopping compulsivo, trading on-line sono termini utilizzati sempre più spesso per dare un’etichetta e una classificazione alle differenti dipendenze che possono essere sviluppate in rete.

dipendenze tecnologiche

Il mio modo di lavorare non classifica la persona con etichette che potrebbero contribuire ad aumentare lo stigma e il disagio già percepito. Più in generale direi che quelli che seguono sono i comportamenti osservabili che possono segnalare la presenza di una problematica che può sfociare in dipendenza dalle tecnologie:

  • Molte ore trascorse in rete durante il giorno
  • Connessioni notturne e relativi problemi con il sonno
  • Attività fisica scarsa o ridotta
  • Evitamento del contatto visivo specialmente con i familiari
  • Scarso interesse per gli eventi sociali off line e rinuncia alle attività non collegate alla rete
  • Irritabilità o rabbia
  • Abbassamento della libido e attività sessuale compromessa

Non demonizzo le nuove tecnologie, ma è necessario essere chiari sul fatto che i social, le app e gran parte di ciò che i dispositivi fanno funzionare sono ideati e realizzati per creare una dipendenza al loro uso, per cui tutti siamo esposti alla loro seduzione.
Ma le ragioni di uno squilibrio che fa tendere una persona a prediligere il mondo alternativo e parallelo a quello reale vanno ricercate nel vissuto della stessa.

Gli adolescenti sono quelli più esposti a sviluppare un coinvolgimento della loro vita come se il loro essere coincidesse in pratica, con l’essere on lineAnche in questo caso l’utilizzo disequilibrato della tecnologia è un chiaro segnale di qualche problematica da indagare meglio.

Durante il percorso psicoterapeutico vengono perciò osservate e discusse le motivazioni che portano la persona ad incanalare la propria vita nei dispositivi tecnologici. Attraverso la relazione psicoterapeutica di tipo psicodinamico si riesce a modificare lo schema ricorrente, la struttura ripetitiva che genera la dipendenza tecnologica.