…con le spalle al muro

La relazione d'aiuto

Succede di provare la sensazione di sentire come se la vita ti avesse messo con le spalle al muro. Ti successe già tanto tempo fa, ma non lo ricordi.

Eri molto piccolo, forse ancora non camminavi.
A dirla tutta c’è chi sostiene che questo sia successo già prima di quella volta.
Eri lì a terra agitando e guardandoti le manine, pensando a come poterle utilizzare e a cosa potessero servire, quando hai visto quell’aggeggio rosso.
“Forse posso prenderlo e giocarci”. Pensavi. E che felicità provavi a quel pensiero, perché era come se potesse nasconderne altri, che ti avrebbero permesso di farne altri e altri ancora.
“Si si” pensavi “Posso proprio giocarci”.

All’improvviso però! Arrivò quella sensazione.
Il pensiero si fermò all’istante e senza neanche poter capire perché dopo tanta felicità ora avevi paura ed eri smarrito. Successe tutto molto in fretta.
Forse, una manina aveva ceduto ed eri caduto faccia avanti.
O forse qualcosa ti aveva colpito. Il pallone di un bambino che giocava accanto a te.
O forse solo un crampo allo stomaco, un forte dolore di pancia improvviso.
Questa sensazione cancellò ogni cosa. Non c’era più il pensiero bello e quello brutto stava già diventando disperazione. Eri con le spalle al muro.

Poi, come in un sogno, tra le lacrime hai visto una…una cosa che sembrava come una delle tue manine. Ma era più grande e ha avvicinato a te quell’aggeggio rosso di prima. Forse quella mano ti ha sussurrato: “Guarda un po’ cosa c’è qui? Il tuo giocattolo rosso”. Hai sentito il dolore farsi meno appuntito e la tristezza calare, mentre singhiozzavi. Piano piano è ripartito il pensiero: “Si si posso proprio giocarci” e hai sentito che quel brutto momento stava passando. Proprio mentre ci giocavi, ne hai visto un altro giallo, proprio lì vicino a te. E hai pensato: “Posso giocare anche con quello”. Quando li avevi tutti e due nelle tue manine li hai avvicinati l’uno a altro. E li hai fatti sbattere e li hai messi l’uno sull’altro. Ed eri tornato felice.

Poi sei cresciuto e altre volte ancora è successo

Hai scoperto altri aggeggi e hai capito a cosa servivano e come utilizzarli, come giocarci insomma. E hai pensato altri pensieri, via via sempre più articolati e complessi, così come diventava più articolata e complessa la vita e gli aggeggi. E quella mano che ti ha aiutato anche altre volte, l’hai fatta tua. Hai capito come fare da solo a cominciare di nuovo a “giocare” e a pensare e ad essere felice.

Ma non è sempre così, alle volte c’è bisogno di nuovo di una mano, forse non è necessario che qualcuno ti spieghi se ti ha colpito un pallone o se hai solo un forte mal di stomaco, 
ma alle volte una mano che ti indichi quell’aggeggio rosso può servire di nuovo.

E così puoi ricominciare a giocare e puoi ritornare a pensare e a capire cosa ti è successo e come evitare che ritorni quella brutta sensazione.

About the Author

Walter Iacobelli

Mi chiamo Walter Iacobelli e sono nato a Roma nel 1973. Sono ormai più di venti anni che mi occupo di psicologia e da circa quindici mi prendo cura con passione di quanti, giovani o adulti, abbiano bisogno di essere aiutati nei momenti di difficoltà della propria vita. Come psicologo e psicoterapeuta ho affrontato insieme a loro problemi riguardanti le relazioni famigliari o di coppia. Gli invalidanti disagi derivanti da malattie psicosomatiche. Ci siamo opposti ai “mostri” degli attacchi di panico e della depressione e affrontato la sciagura della malattia oncologica. Abbiamo cercato di mettere fine ad una dipendenza e provato ad andare avanti dopo una morte dilaniante. Con delicatezza, abbiamo trattato l’impotenza sessuale o le difficoltà dell’eiaculazione precoce. Abbiamo sostenuto la scarsa stima di sé e molti altri disturbi ai quali alle volte non è possibile, ne tanto meno auspicabile, dare delle etichette.