Modello di riferimento

Approccio Psicoanalitico

Il mio approccio psicoterapeutico fa riferimento al modello Psicoanalitico e al concetto di inconscio di Sigmund Freud.

Tra le molteplici teorie che hanno ampliato e rinnovato il modello Psicoanalitico nel dopo Freud, ho adottato come modello di lavoro la matrice neokleiniana delle teorie della relazione d’oggetto ed in particolare gli sviluppi apportati dai lavori di Wilfred R. Bion.

Questo approccio, incentrato sulla relazione terapeutica e sull’apprendere dall’esperienza, permette di lavorare su vari aspetti della vita della persona e della psicopatologia in contesti individuali e di gruppo.

Non rafforza il pensiero razionale e l’illusoria possibilità di un iper controllo della propria vita relazionale, emotiva, del corpo. Di questo pensiero l’attuale società tecnologica ne fa già ampio uso.

All’opposto, questo approccio favorisce lo sviluppo di capacità mentali che consentono di trasformare le emozioni, fin qui dolorose e incomprensibili in contenuti rappresentabili e più evoluti e di pensare emotivamente un’esperienza fino ad ora rimasta totalmente o parzialmente non “digeribile”.

Non si creano sovrastrutture, delle “impalcature” per rendere il paziente efficiente, ma si favorisce il cambiamento per rendere la persona libera, autonoma e felice.

Le sedute individuali hanno una frequenza settimanale e durano non più di un’ora.

In taluni casi può rendersi necessaria una frequenza settimanale di due incontri. In altri casi posso essere integrate con delle tecniche psicodinamiche.

Le sedute di gruppo hanno frequenza settimanale e hanno una durata di due ore.

About the Author

Walter Iacobelli

Mi chiamo Walter Iacobelli e sono nato a Roma nel 1973. Sono ormai più di venti anni che mi occupo di psicologia e da circa quindici mi prendo cura con passione di quanti, giovani o adulti, abbiano bisogno di essere aiutati nei momenti di difficoltà della propria vita. Come psicologo e psicoterapeuta ho affrontato insieme a loro problemi riguardanti le relazioni famigliari o di coppia. Gli invalidanti disagi derivanti da malattie psicosomatiche. Ci siamo opposti ai “mostri” degli attacchi di panico e della depressione e affrontato la sciagura della malattia oncologica. Abbiamo cercato di mettere fine ad una dipendenza e provato ad andare avanti dopo una morte dilaniante. Con delicatezza, abbiamo trattato l’impotenza sessuale o le difficoltà dell’eiaculazione precoce. Abbiamo sostenuto la scarsa stima di sé e molti altri disturbi ai quali alle volte non è possibile, ne tanto meno auspicabile, dare delle etichette.