Simpatia

Molto meglio di disturbo post traumatico da stress

Per una serie di motivi oggi mi sono messo a pensare ad un paziente che ho seguito qualche anno fa.
Aveva subìto, in giovane età, una menomazione permanente nella zona del volto a causa di un incidente di caccia.

Questa era la prima cosa che le persone notavano incontrandolo.
Eppure il suo tratto distintivo non era quello.
Alla domanda “Qual è una cosa che ti ricordi di lui?” non risponderei: la menomazione e tutto quello che ne consegue. No.
Risponderei: la simpatia.

So che il significato etimologico della parola contiene in sé condivisione di sofferenza o infelicità ed in questo caso è più che pertinente. Ma qui ne sottolineo l’uso comune, che può anche riferirsi ad emozioni positive.

Questa sua simpatia ha fatto da sfondo a gran parte del percorso di psicoterapia intrapreso con lui.
Ci ha accompagnato anche nei momenti peggiori, quando lentamente siamo entrati nelle stanze più buie della sua mente, quelle meno frequentate, quelle più spaventose.

Abbiamo aperto un po’ le finestre e fatto entrare un po’ di luce e alcune volte abbiamo portato lì dentro un po’ di questa simpatia, nelle due accezioni descritte prima.

Alcune porte e alcune finestre ha imparato ad aprirle da solo e anche a lasciarle socchiuse, un po’ aperte. A volte le richiude.

Anche alcune persone sono entrate in queste stanze, non frequentemente, ma alcune si.

Per motivi di riservatezza non scrivo del percorso fatto con lui. Non vado oltre la metafora della luce che abbiamo imparato a gestire, ma dico che porto caro il ricordo di questa sua simpatia che ho usato come titolo del quaderno in cui ho trascritto qualche seduta e di questo post.

Molto meglio di disturbo post traumatico da stress.

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About the Author

Walter Iacobelli

Mi chiamo Walter Iacobelli e sono nato a Roma nel 1973. Sono ormai più di venti anni che mi occupo di psicologia e da circa quindici mi prendo cura con passione di quanti, giovani o adulti, abbiano bisogno di essere aiutati nei momenti di difficoltà della propria vita. Come psicologo e psicoterapeuta ho affrontato insieme a loro problemi riguardanti le relazioni famigliari o di coppia. Gli invalidanti disagi derivanti da malattie psicosomatiche. Ci siamo opposti ai “mostri” degli attacchi di panico e della depressione e affrontato la sciagura della malattia oncologica. Abbiamo cercato di mettere fine ad una dipendenza e provato ad andare avanti dopo una morte dilaniante. Con delicatezza, abbiamo trattato l’impotenza sessuale o le difficoltà dell’eiaculazione precoce. Abbiamo sostenuto la scarsa stima di sé e molti altri disturbi ai quali alle volte non è possibile, ne tanto meno auspicabile, dare delle etichette.