Una alopecia furiosa

Paziente: “…cammino lungo un sentiero, in mezzo ad un bosco di alberi molto fitti. La luce riesce a penetrare appena tra i rami.”

Psi: ” Vede altro?”

Paziente: “Si, c’è una panchina con una persona sdraiata sopra. Proprio di fronte ad essa scorre in fiumiciattolo, con poca acqua.”

Psi: “Riesce a vedere meglio questa persona?”

Paziente: “Provo ad avvicinarmi, ma non ci riesco. Vedo che è vestita di scuro e la sento arrabbiata, infuriata. Ma non posso vederla meglio. Cerco di andare verso la panchina, ma riesco solo ad andare verso il ruscello. Sento la pelle bruciare.”

Psi: “Riesce a toccare l’acqua?”

Paziente: “Si. Sento un gran sollievo e la pelle fresca. Ora va meglio…riesco girarmi. Sulla panchina…vedo mio padre…non è arrabbiato, sorride”

La storia

Qualche anno fa, una collega mi inviò un paziente, era un uomo sulla quarantina. Appena arrivò nel mio studio mi mise subito in guardia dicendo che aveva già consultato alcuni psicologi e che non lo avevano aiutato. Soffriva di Alopecia su tutto il corpo dall’età di 14 anni per cui era completamente glabro. Il papà era morto da alcuni anni a causa di un tumore e da allora la sua vita era peggiorata a causa di frequenti episodi di ira incontenibile a cui andava incontro, scatenati anche per futili motivi. Questa situazione lo aveva gettato in uno stato di profonda prostrazione e le relazioni con gli altri ne avevano risentito non poco.

Abbiamo lavorato molto alla costruzione di una relazione basata sulla fiducia da parte del paziente nei confronti del terapeuta e della psicoterapia. Non è stato facile. Poi, in questa situazione di disposizione comunque sempre precaria, siamo riusciti a sciogliere alcune tensioni, a trasformare emozioni più antiche molto dolorose e a riscoprirne alcune anche molto delicate.

Inquadramento teorico dell’alopecia

In base al modello a cui faccio riferimento, considero i disturbi psicosomatici come una disfunzione dell’apparato per elaborare il pensiero, di conseguenza la psicoterapia con chi soffre di questi disturbi è incentrata sul cercare di ristabilire un buon funzionamento della capacità di pensare.

A seconda della gravità e del tipo di disturbo, integro la psicoterapia anche con sedute di varie tecniche che possano aiutarmi ad interagire con l’inconscio della persona e a favorire questa ripresa del pensiero emotivo.

Un pensiero che nella condizione “malata” rimane prigioniero del corpo e solo in esso e attraverso di esso riesce ed esprimersi. L’obiettivo della psicoterapia è di fornire altre modalità di espressione, di poter ricominciare a pensare i pensieri e non ad “incarnarli” nel corpo.

In questo caso ho utilizzato la tecnica dei Sogni di Giorno Guidati. Ci hanno aiutato a sciogliere alcuni nodi della storia e, soprattutto, a gestire e a contenere la tensione e la rabbia del paziente.

All’inizio dell’articolo un piccolo frammento di una seduta di Sogno Guidato.

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About the Author

Walter Iacobelli

Mi chiamo Walter Iacobelli e sono nato a Roma nel 1973. Sono ormai più di venti anni che mi occupo di psicologia e da circa quindici mi prendo cura con passione di quanti, giovani o adulti, abbiano bisogno di essere aiutati nei momenti di difficoltà della propria vita. Come psicologo e psicoterapeuta ho affrontato insieme a loro problemi riguardanti le relazioni famigliari o di coppia. Gli invalidanti disagi derivanti da malattie psicosomatiche. Ci siamo opposti ai “mostri” degli attacchi di panico e della depressione e affrontato la sciagura della malattia oncologica. Abbiamo cercato di mettere fine ad una dipendenza e provato ad andare avanti dopo una morte dilaniante. Con delicatezza, abbiamo trattato l’impotenza sessuale o le difficoltà dell’eiaculazione precoce. Abbiamo sostenuto la scarsa stima di sé e molti altri disturbi ai quali alle volte non è possibile, ne tanto meno auspicabile, dare delle etichette.