La psicoterapia non è una relazione sui generis, dato che alcune delle sue qualità fondamentali
sono presenti in tutte le buone relazioni umane.
Abraham Maslow
Presentazione e Modello di riferimento
Sono uno psicologo clinico e uno psicoterapeuta di formazione psicodinamica. Sono iscritto all'albo degli psicologi all'elenco degli psicoterapeuti dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.

Il mio studio di psicoterapia è a Roma.
Nel mio approccio terapeutico faccio riferimento alla Psicoanalisi di S. Freud, agli sviluppi apportati da M. Klein ed in particolare alle teorie di W. R. Bion. Queste teorie sono quelle che ho maggiormente approfondito nel corso dei miei studi e meglio rispondono alla mia esperienza e al mio modo d'intendere la psicoterapia e la vita.
In questi anni la società ha subito profondi cambiamenti, da un punto di vista culturale e strutturale. Ciò ha inevitabilmente modificato anche la natura del disagio psichico. Per grandi linee siamo passati dalla prevalenza di disturbi legati alla repressione sessuale o ai limiti imposti da autorità troppo rigide e castranti, ad un incremento di disturbi legati ad un contenitore emotivo difettoso o assente.
Questo surplus emozionale da "stoccare" e gestire senza una reale possibilità di metabolizzazione, genera delle difficoltà nella vita di alcune persone. Ansia generalizzata ad esempio, che può sfociare in attacco di panico o essere diretta verso il corpo, generando una serie di sintomi somatici. Scenario in cui il corpo diventa lo strumento principale di una comunicazione di difficoltà, attraverso segnali di un disequilibrio vitale inequivocabile: anoressia, bulimia, obesità, psoriasi, gastrite, colite, tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa, dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi, cefalea tensiva, crampi muscolari, torcicollo, mialgia e fibromialgia, artrite, dolori rachidei...
L'incapacità di vivere con le proprie emozioni porta ad una fragilità nei rapporti, minati costantemente da queste "cascate" emotive che spazzano via tutto, nel tentativo di sentirsi in un primo momento "sballati" e vivi anche solo per poco e in un secondo momento "pieni" e non sentire quel vuoto esistenziale. A questo leghiamo le dipendenze morbose, all'alcol, alla droga, alle persone.
Nel lavoro con il paziente, cerco di creare insieme ad esso quel contenitore, in grado di poter accogliere e contenere queste maree di emotività impossibile da pensare. Utilizzare la relazione psicoterapeutica per trovare insieme ad esso la possibilità di poter masticare, assaporare, deglutire, metabolizzare e di prendere il nutrimento che da questa emotività può derivare. Scartare quello che non può essere vitale. Fino a quando il "metabolismo-psichico" della persona inizi nuovamente a riattivarsi. Fino a quando il lavoro del sogno torni a produrre il pensiero e l'equilibrio.