Il mio approccio psicoterapeutico fa riferimento al modello psicoanalitico e al concetto di inconscio di Sigmund Freud.

Tra le molteplici teorie che hanno ampliato e rinnovato questo modello ho adottato nel mio lavoro quello di matrice neokleiniana delle teorie della relazione d’oggetto ed in particolare gli sviluppi apportati dai lavori di Wilfred R. Bion.

Questo approccio, incentrato sulla relazione terapeutica e sull’apprendere dall’esperienza, permette di lavorare su vari aspetti della vita della persona e della psicopatologia in contesti individuali e di gruppo.

Non rafforza il pensiero razionale e l’illusoria possibilità di un iper controllo della propria vita relazionale, emotiva, del corpo. Di questo pensiero l’attuale società tecnologica ne fa già ampio uso.

All’opposto, questo approccio favorisce lo sviluppo di capacità mentali che consentono di trasformare le emozioni, fin qui dolorose e incomprensibili in contenuti rappresentabili e meno sgradevoli.

Non si ergono sovrastrutture o “impalcature” per rendere il paziente efficiente, ma si favorisce il cambiamento per rendere la persona libera, autonoma e con un buon funzionamento psichico.